
tresmassif
Parthenope
Il cinema di Paolo Sorrentino possiede una caratteristica inconfondibile: non si limita a narrare storie, ma scava a fondo nei sentimenti umani. La Grande Bellezza esplorava la nostalgia e la decadenza, Youth la morte, Loro la solitudine, mentre Parthenope si concentra sul desiderio in tutte le sue sfaccettature: amoroso, carnale, intellettuale, persino quello della morte o della felicità. Sorrentino lo fa con una maestria visiva straordinaria, ritraendo una Napoli inedita, lontana dai soliti cliché di degrado o criminalità. La protagonista, bellissima e desiderata, incarna la città stessa, con la sua malinconia e le sue contraddizioni.
Purtroppo, il punto debole di questo film risiede nei dialoghi. Le conversazioni, quando ci sono, sembrano scritte per un social network o per una locandina kitsch, e stonano con la profondità emotiva del resto del film. Sorrentino ci ha abituati a dialoghi memorabili, capaci di lasciare un segno indelebile nello spettatore. In Parthenope, forse troppo focalizzato sull’immagine, la parola sembra passare in secondo piano, perdendo la sua potenza evocativa.

XXI APRIL 753BC
How many pics have you seen of Rome city centre? And how many of the rest of the city? That’s how it looks.







Strolling in Rome
Actually I don’t like these pics, anyway…



A Morning in Vigata
If you ever read an Andrea Camilleri novel about Montalbano, the imaginary town of Vigata is often mentioned. Porto Empedocle, where Camilleri was from, is the real life town he took inspiration. Down below some pics from my Instagram story of yesterday.




















